BaCo e Sentieri Metropolitani

S_M & Ba.Co.
AL CENTRO DELLA PERIFERIA

PRESENTAZIONE
“Noi siamo Baranzate”. È il paese più multietnico d’Italia, a 10 km dal Duomo di Milano, oltre Quarto Oggiaro, prima di Arese, di fianco all’Expo. Da poco Comune, da molto periferia di passaggio. La campagna ha accolto le prime fabbriche durante la guerra, richiamando il bisogno di alloggi per i lavoratori provenienti dal Sud. Oggi, sempre lo stesso bisogno di lavoro e di case dal costo abbordabile, richiamano la nuova immigrazione, quella extracomunitaria.
Un prezioso potenziale da cogliere per crescere: in cammino per leggere la nostra contemporaneità.

Trek giornaliero
ITINERARIO

Villa Scheibler, via Val Trompia, Vialba, Roserio, Ospedale Sacco, Baranzate via Milano, via Gorizia, Biblioteca “Il Quadrato”, via Sauro, via Manzoni, via Giovi, via Milano, via Aquileia, Casa di reclusione di Bollate 
media tappa: ore 3,30 (escluse le soste)
ascesa: 50 metri –  discesa: 50 metri
sviluppo: 10 km
Valutazione: facile
 Viaggio con mezzo pubblico

  1. VIALBA – OSPEDALE SACCO

Vialba è un quartiere di Milano posto al confine con i comuni di Novate Milanese e Baranzate; fu nominata per la prima volta, come Villalba, nel 1346 e apparteneva alla Pieve di Bollate. L’area aveva un carattere decisamente rurale, ma, dopo la prima guerra mondiale, ci fu la necessità di arginare la diffusione della tubercolosi, in forte ripresa al termine del conflitto; questo indusse il Comune di Milano ad iniziare nel 1927 la costruzione del Sanatorio di Vialba, uno dei primi tisicomi di pianura sorti in Italia. Inaugurato il 28 ottobre 1931 fu convertito nel 1971 in Ospedale Generale Provinciale e, nel 1974, intitolato al medico ed igienista lombardo Luigi Sacco. È centro di riferimento per le emergenze epidemiologiche e le patologie infettive.

2. CGE – FASSINA

…E dal capolinea a frotte arrivavano i lavoratori delle fabbriche, molte erano donne.
Vicino vi era la tabaccheria-tavola calda, una cascina con la vocazione della ristorazione. Le bancarelle popolavano i marciapiedi nelle ore delle pause mensa. Più avanti il camioncino che vendeva la frutta e che aveva il suo giro di clienti. Tutti andavano di fretta mentre le sirene scandivano il tempo…

La CGE – IMPERIAL è stata una delle più grandi realtà industriali di Baranzate che produceva elettronica di consumo (TV, radio). Nel 1941 divenne FIAR e nell’immediato dopoguerra CGE: specializzata nella produzione dei televisori in bianco e nero, e nello stabilimento baranzatese fu infatti costruito il primo televisore a colori di produzione italiana.
Dopo diversi passaggi societari nel 1996 lo stabilimento è stato dismesso.

3. IL VILLAGGIO GORIZIA

“Nonno, ma dove siamo? (…) “L’alveare si chiama”. “Ti ho portato a vedere dove vivevo io quando sono arrivato a Milano dalla Sicilia. Avevo nove anni.” (…) Le ho indicato la facciata squamata e cadente dell’alveare, poi l’ho portata nel cortile dove c’era un gruppo di negri con le facce forse da delinquenti forse da poveri cristi. (…) “ Qui niente è cambiato (…) Ci passano sempre gli ultimi degli ultimi e questi posti li accolgono, schifosi ma aperti, brutti ma generosi. Buoni come le suore missionarie. Forse sono loro la vera casa di Dio, non il Vaticano o le altre chiese piene d’oro, di stucchi veneziani e di arazzi”.

Da “L’ultimo arrivato” di M. Balzano

4. LEON BEAUX

L’edificio fu costruito dal famoso farmacista milanese Carlo Erba alla fine 1800, quando, oltre ad acquistare i terreni per coltivare erbe medicinali, impianta la fabbrica per la produzione del “tamarindo erba”. Questa fabbrica crea una piccola rivoluzione a Baranzate, sino ad allora solo un centro contadino: ha inizio l’utilizzo della manodopera femminile, mentre gli uomini si dedicavano ai lavori nei campi. Nel 1895 la Carlo Erba trasferisce l’attività altrove e lo stabilimento passa alla Leon Beaux con la produzione di munizioni da caccia, da tiro e da guerra. Nel 1973 la Leon Beaux chiude i battenti ed è tuttora un’area dismessa.

5. LA CHIESA DI VETRO: POVERTA’, RIGORE E BELLEZZA

L’arcivescovo Montini, nel dopoguerra lanciò una campagna per le nuove chiese a Milano e dintorni con l’obiettivo di conciliare modernità, rigore, austerità: fu chiamato progetto Chiese Povere, per il quale cercò la collaborazione dei migliori architetti e dei loro allievi. Due giovani trentenni, Angelo Mangiarotti e Bruno Morassutti, coadiuvati dall’ing. Aldo Favini, proposero per Baranzate un progetto rivoluzionario. Ne venne fuori uno degli esempi più importanti di architettura ecclesiale moderna. Nostra Signora della Misericordia venne consacrata il 7 novembre del 1958 dallo stesso cardinal Montini.

6. PALAZZONE VIA AQUILEIA 12

Realizzato a metà degli anni Sessanta dall’architetto Marco Romano, il progetto offriva l’opportunità di comprarsi casa agli operai dell’Alfa Romeo che arrivavano dal Sud. Oggi gli immigrati sono perlopiù stranieri. Anni di incuria e assenza cronica di manutenzioni l’hanno trasformato in uno stabile fatiscente e pericolante. Un palazzo in crisi costante da cui si gode, come una beffa, una splendida panoramica del sito Expo.

7. SAN VINCENZO LE CASCINE

Guardando tra le pieghe… Baranzate nasce come centro rurale. Composto da cascine (detti focolari), supportò l’avvento dell’industria tessile con l’allevamento dei bachi da seta: economia che fece incrementare il numero dei focolari e delle famiglie impiegate nei campi. Sulla via centrale, via Sauro, è posto l’edificio più antico: la piccola chiesa dedicata a San Vincenzo. Ora sconsacrata, riporta uno scritto del XIII secolo in cui si cita: “in plebe bolate, in barenzate, ecclesia sancti Uicentii”.

Il Giorno 10 aprile 2017
Il Notiziario 31 maggio 2017

BARANZATOUR

I BARANZATOUR sono passeggiate sul territorio in osservazione di quello che c’è e quello che manca, quello che funziona e quello che può essere migliorato.
L’obbiettivo principale è l’aggregazione e la partecipazione alla vita del paese come osservatori attivi e propositivi.
Ogni BARANZATOUR ha un tema specifico e in chiusura prepariamo una relazione che pubblichiamo sui social e inviamo al Comune.

I BARANZATOUR 21 giugno 2015

osserviamo e facciamo domande

II BARANZATOUR 27 settembre 2015

degrado e viabilità da migliorare

III BARANZATOUR 13 marzo 2016

il verde che c’è e che non c’è

IV BARANZATOUR 18 settembre 2016

opportunità per segnalare

V BARANZATOUR 08 ottobre 2017

Baranzate, io ti vedo – raccolta di pensieri da dedicare ad ogni quartiere

Il Notiziario 13 ottobre 2017

VI BARANZATOUR 07 aprile 2018

Baranzate in Fiore

Settegiorni 23 aprile 2018

VII BARANZATOUR 22 settembre 2018

Alla scoperta delle ciclopedonali con la Polizia Stradale di Milano

Il Notiziario 28 settembre 2018
Settegiorni 28 settembre 2018

VIII BARANZATOUR 05 luglio 2020

PGTU – Piano Generale del Traffico Urbano

IX BARANZATOUR 19 GIUGNO 2021

Ci conosciamo e conosciamo il territorio in un tempo fatto di relax e di cura per noi e per gli altri.

X BARANZATOUR 13 e 14 aprile 2024

Il Comune di Baranzate ha messo a disposizione della cittadinanza un form per segnalare le barriere architettoniche presenti sul territorio. In due Baranzatour abbiamo raccolto moltissime foto di zone problematiche, che abbiamo suddiviso in:

  • barriere architettoniche strutturali
  • barriere dovute ad ammaloramento di parti esistenti
  • barriere dovute al non rispetto delle norme

La relazione con fotografie annesse è stata caricata su Drive con un link messo a disposizione non solo dell’Amministrazione Comunale, ma visibile a tutti i cittadini che avevano la possibilità di riportare lo stesso link per fare le loro segnalazioni.


Link alla cartella Drive con foto: https://drive.google.com/drive/folders/1yIGzwacj77NEo7S2woDE_6ClhhKK1RHz?usp=drive_link

XI BARANZATOUR 19 MAGGIO 2025 – CIVIL WEEK

Con Ass. Shukran Somalia Onlus e Ba.Co., Baranzate partecipa per la prima volta alla CIVIL WEEK, settimana di impegno civico diffuso nelle aree della Città Metropolitana di Milano.

Abbiamo organizzato la mostra Somala nella Sala Espositiva Comunale, la cena Somala con cibi e musica tipici presso il Giardino Solidale San Michele, e un Baranzatour “al centro della periferia”, ripercorrendo storia e vie del nostro territorio.

IX BARANZATOUR 19 GIUGNO 2021

Nove anni di Giardini Antidegrado

IL Notiziario 05 marzo 2026

ALBERI PARLANTI

Il 5 maggio 2019, in occasione di uno dei nostri BARANZATOUR, abbiamo realizzato dei pannelli decorativi da applicare su 10 alberi nei vari quartieri (vedere mappa qui sotto) con QR-CODE che li rendono illustrati e parlanti.

Utilizzando l’app per la lettura dei QR-CODE da smartphone, potrete vedere e ascoltare le informazioni sull’albero che avete davanti.

L’idea nasce per addentrarci con curiosità nel nostro territorio e anche per onorare il percorso fatto insieme alle altre Associazioni all’interno del RIS (Rete Interculturale Solidale) nell’anno precedente, il 2018.
Il percorso aveva come tema le FIABE DAL MONDO. Per questo ogni albero, attraverso il QR-CODE, ci dà informazioni su di sé e ci racconta una fiaba dal mondo.

Segnaliamo che in Piazza Falcone, vicino alla Biblioteca, l’albero (una farnia) vi farà ascoltare una poesia in milanese di Franco Pasqualini, che ringraziamo per la sua arte e per essersi prestato alla lettura della poesia per tutti i cittadini che desiderano ascoltarla.


Potete trovare i nostri QR-CODE sui seguenti alberi:

  • Via Aquileia, parchetto (cedro)
  • Via Montecassino, parchetto (acero rosso)
  • Via Milano, parchetto ex Ficut (platano)
  • Via Primo Maggio, International School (pruno)
  • Via Gorizia (mimosa)
  • Via Asiago (gelso)
  • Via Mentana, Scuola Elementare (pioppo bianco)
  • Via Mercantesse, piazza mercato (acero platanoide)
  • Piazza Falcone, Biblioteca (farnia)
  • Quartiere Florida, pacchetto (acero montano)
Il Notiziario 10 maggio 2019
Il Notiziario 26 aprile 2019

Gli obbiettivi di BaCo sono, come sempre, l’aggregazione, la rete positiva, la promozione del creativo, del bello e l’appartenenza al territorio in risposta all’abitudine al degrado che spesso sembra farla da padrona. C’è molto da vedere, c’è molto da indagare e conoscere, c’è storia, c’è il lavoro di molti, va solo riscoperto e sempre più partecipato.

ADOTTA UN ALBERO

proposta di BaCo del 2015 per la cura collettiva del Parco Lineare

“Una vita sociale sana si trova soltanto quando nello specchio di ogni anima la comunità intera trova il suo riflesso, e quando nella comunità intera le virtù di ognuno vivono.” (Rudolf Steiner)

“ADOTTA UN ALBERO” 
Baranzate Consapevole propone il coinvolgimento attivo e affettivo di tutta la cittadinanza alla realizzazione del nuovo parco lineare. 
Sta nascendo adesso, quale migliore occasione per dargli il nostro stile e riconoscere noi stessi attraversandolo? 
Il ritombamento da parte di ASPI è quasi ultimato e a breve i primi alberi sorgeranno sulle collinette…. 
Noi proponiamo questi progetti:

  • L’adozione dei primi alberi da parte di ogni etnia presente sul nostro territorio, in modo che rappresenti il simbolo di integrazione reale di tutti i cittadini. Cartelli recanti una frase rappresentativa di ogni etnia, ricorderanno le diverse radici, ma ci faranno condividere l’essere tutti baranzatesi che vivono lo stesso territorio e la stessa voglia di essere una popolazione variegata ma dalla forte identità collettiva.
  • Creare delle aiuole fiorite  intitolate e gestite dagli alunni delle nostre scuole
  • Chiedere ai Centri Commerciali esistenti sul nostro territorio la sponsorizzazione e realizzazione di un percorso vita all’interno del parco.
  • Contattare le Associazioni esistenti sul territorio per realizzare un’area cani.
  • Richiedere ad ASPI la possibilità di realizzare la pista ciclabile auto-illuminante.

Chiediamo inoltre alla nostra Amministrazione una serata aperta alla cittadinanza per la visione del progetto definitivo del nuovo parco, per conoscere i tempi di realizzazione, e per avere consapevolezza della scelta degli alberi che verranno piantumati. 
Riteniamo che il valore del nuovo parco lineare sia notevolmente accresciuto dal valore fortemente simbolico di unità e identità che desideriamo conferirgli.

Il Notiziario 26 febbraio 2016

BANDO VAI II – BARANZATE IN FIORE

SECONDO “BANDO VAI – GENERARE LEGAMI”

Il progetto continua la riqualificazione ambientale del territorio e il creare legami tra i le persone e le istituzioni.
– visita del territorio mediante un “Baranzatour” (passeggiata di osservazione) seguendo la mappa delle zone verdi da migliorare. 
– individuate varie zone, ma scelta insieme al Comune la Scuola Media come zona da abbellire.
– ricerca delle piante adatte alla zona, deciso per 30 photinie e 130 gelsomini da piantare lungo tutta la cancellata che dà su via Aquileia e via Milano. Aggiunti 9 Ligustrum per riempimento siepe che dà su via Monte Spluga.
– evento in piazza durante il quale BaCo ha affidato a cittadini e Associazioni i gelsomini per prendersene cura per qualche mese, prima della messa a dimora a Scuola.
– scavo per la messa a dimora delle piante.
– i cittadini restituiscono al territorio le piante di cui si sono presi cura e le piante vengono messe a dimora.
– i ragazzi del Progetto Orto Scolastico, con gli insegnanti e con il responsabile del Progetto Edoardo Smiriglia, si occupano della piantumazione dei gelsomini.

Il nostro sogno di coinvolgere nella cura del territorio la cittadinanza, le istituzioni, gli alunni e i loro insegnanti ha dato come risultato un dono per tutti donato da tutti.
Ogni volta che passeremo davanti alla Scuola e vedremo verde e fiori e ne sentiremo il profumo, godremo anche la sensazione di condivisione che ha permesso di realizzare questa meraviglia.

BARANZATOUR 7 APRILE 2018 – INDIVIDUIAMO LA ZONE DA FAR FIORIRE

ADOZIONE PIANTE IN PIAZZA 14 LUGLIO 2018

Settegiorni 13 luglio 2018
Il Notiziario 13 luglio 2018
Il Notiziario 31 luglio 2018

SCAVO E MESSA A DIMORA DELLE PIANTE – SETTEMBRE 2018 E MAGGIO 2019

Grazie all’interessamento e alla sapienza dell’Agronomo Edoardo Smiriglia, responsabile del Progetto Orto, al supporto del Dirigente Scolastico Prof. Marco Morini, al lavoro dell’insegnante Domenico Trotta e delle classi dell’indirizzo tecnologico della Scuola Media, nonché al lavoro di scavo a cura di Gaia Servizi, il lavoro si è concluso tra maggio e giugno del 2018.
Un lavoro ideato da BaCo ma splendidamente condiviso, sicuramente patrimonio di tutti.

BANDO VAI – GIARDINI ANTIDEGRADO

Primo Bando “VAI – GENERARE LEGAMI”

Progetto realizzato nell’ambito del BANDO VAI – GENERARE LEGAMI 2017 e 2018: http://welfareinazione.fondazionecariplo.it/it/aboutus/

L’obiettivo del nostro Progetto è quello di rispondere al bisogno di ogni cittadino di migliorare la qualità della propria vita riappropriandosi di zone delle aree urbane degradate per farle “rifiorire”: riqualificare il territorio per sentirsi parte attiva e responsabile della soluzione, rafforzando le relazioni tra persone e depotenziando i conflitti.
Il progetto è stato pensato come l’inizio di tutta una serie di attività similari con lo scopo di educare al bello e alla cura degli spazi di vita in cui si abita.
La cura dei giardini proseguirà grazie alle reti create e sarà possibile ideare e creare altri Giardini in zone critiche del territorio: si ipotizza che i cittadini di Baranzate possano poi proporre la pulizia di altri spazi al fine di creare una serie di eventi di clean up ( pulizia) sostenuti anche dall’Amministrazione Comunale e da altre agenzie educative ( Consiglio d’Istituto e Associazione Genitori, Associazioni) iniziative, momenti di lavoro vissuti all’insegna del divertimento, della prevenzione, della cura.
Riteniamo auspicabile riproporre le azioni anche nei territori limitrofi portando ad esempio la buon riuscita del progetto all’interno delle agenzie educative delle zone vicine al comune di Baranzate. Le diverse azioni sono infatti replicabili anche in altre zone critiche.

Il nostro Progetto si pone come primo obiettivo quello della “prevenzione e contrasto del degrado urbano legato all’abbandono dei rifiuti” su aree private e pubbliche del Comune di Baranzate.
Abbiamo identificato le aree da riqualificare in Via Gorizia e in Via Cividale in angoli sempre riempiti di rifiuti urbani e ingombranti. Abbiamo inoltre curato l’aiuola in Piazza XXIII MAGGIO (piazza della Posta), ripulendola dalle erbacce, piantando e curando nuovi fiori, e piantato gelsomini sulla zona con panchine e monumento.

L’idea è stata quella di coinvolgere i negozianti delle zone, gli abitanti dei condomini, le famiglie del territorio e le agenzie educative (associazioni e oratori): prevenzione, sensibilizzazione e comunicazione al tema del degrado ambientale, convinti che senza una strategia comune la riqualifica di luoghi di vita non serva, il degrado e l’incuria ritornano; perciò le azioni hanno previsto il coinvolgimento di più partner per promuovere l’idea di “educazione al bello”.
La riqualifica delle zone si è svolta sia mediante interventi di riqualifica ambientale sia tramite azioni volte a favorire l’aggregazione , cercando di ridare la vitalità a spazi urbani desolati nonché qualità, ordine e pulizia di alcuni spazi della città, consapevoli che la vita dei cittadini è fortemente condizionata dalla qualità urbana, architettonica ed edilizia, dagli spazi di aggregazione e d’incontro, dalla frequentazione e dalle attività che si sviluppano, dall’aspetto ambientale e dalla pulizia;
Le azioni organizzate sono state nel dettaglio:
1. Contrastare il degrado e l’abbandono di rifiuti attraverso la riqualifica delle zone individuate; consapevoli che “ il degrado attira degrado” la prima azione è stata quella di ripulire le zone coinvolgendo gli inquilini dei condomini e l’Amministrazione Comunale, sia per lo smaltimento rifiuti sia per evitare il ritorno dell’incuria.
2. Riqualificare il territorio grazie all’allestimento di “Giardini” per disincentivare il degrado. Abbiamo ritinteggiato il muro e coinvolto i commercianti, con la richiesta di prendersi cura delle piante al fine di combattere il vandalismo, i Condomini e gli Amministratori Condominiali, protagonisti e non solo fruitori, l’Associazione La Rotonda e Lascia o Raddoppia (bambini e preadolescenti del Progetto di sostegno scolastico de La Rotonda), il Comune di Baranzate con il Patrocinio e la presenza durante le iniziative.
3. Creare legami e momenti di aggregazione e socializzazione tra persone per sviluppare senso critico e propositivo. Gli abitanti, grandi e piccini, sono stati invitati ad una giornata di festa per l’inaugurazione dei “Giardini”. Abbiamo con l’occasione regalato semi destinati ad abbellire i giardini adiacenti e le case dei cittadini. I bambini venivano spesso a mostraci i progressi di crescita delle loro piantine.
4. Abbiamo realizzato un poster per sensibilizzare al tema del DECORO URBANO e della RACCOLTA DIFFERENZIATA come strumento di cura, ordine e pulizia.
CARTELLO PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

GIARDINO VIA GORIZIA

GIARDINO VIA CIVIDALE

AIUOLA PIAZZA XXIII MAGGIO

Il Notiziario 31 marzo 2017
Settegiorni 31 marzo 2017
Il Notiziario 07 aprile 2017
Settegiorni 07 aprile 2017
Il Giorno 01 dicembre 2017
Settegiorni 01 dicembre 2017
Settegiorni 08 dicembre 2017

Il nostro GRAZIE al BANDO VAI, a IL GRAFO/CONSORZIO SIR con Elena Annini e Paolo Gallitognotta che ci hanno sostenuti durante le azioni, al COMUNE DI BARANZATE e a COMUNI INSIEME, a DIKE con Francesco Di Ciò, all’ASSOCIAZIONE LA ROTONDA con Samantha Lentini e Laura Fichera, e ai ragazzi di LASCIA O RADDOPPIA.

MENU’ BARANZATESE

In seguito all’evento “Storie baranzatesi”, abbiamo pensato ad un altro evento aggregativo, sempre valorizzando i baranzatesi doc e prendendo spunto dal libro “Polenta e latte” di Maria Grazia Cerrai, tra i nostri ospiti.

Il Progetto è stato strutturato in quattro serate:

  1. in chiesetta con i cittadini e la scrittrice Maria Grazia Cerrai: lettura delle ricette della vecchia Baranzate tratte dal libro “Polenta e latte” e scelta di piatti da degustare nelle serate successive;
  2. al ristorante “Nonno Frenk”, prima degustazione di due antipasti tipici, due primi, due secondi, due contorni, due dolci. Votazione tramite apposito modulo;
  3. al ristorante “Nonno Frenk”, seconda degustazione di due antipasti tipici, due primi, due secondi, due contorni, due dolci. Votazione tramite apposito modulo;
  4. serata conclusiva al ristorante “Nonno Frenk” con degustazione dei piatti vincitori.

Queste serate hanno visto tre generazioni riunite: i baranzatesi doc ospiti d’onore, la nostra generazione che ha accolto e organizzato, e i giovanissimi che hanno cucinato e servito ai tavoli splendidamente.

Per sapere quali sono stati i piatti più votati dai partecipanti e che formano quindi il MENU’ BARANZATESE, basta scendere fino in fondo all’articolo ^_^

Settegiorni 01 aprile 2016
Il Notiziario 06 maggio 2016
Settegiorni 06 maggio 2016
Settegiorni 24 febbraio 2017

Ringraziamo tutti gli ospiti intervenuti, tantissimi, nelle quattro serate.
Grazie alla scrittrice e amica Maria Grazia Cerrai.
Grazie agli chef e Andrea Principe e Aldo Toso.
Grazie a Francesco Petrolo e Roberto Borriello per il prezioso contributo al servizio in sala.
Grazie al titolare del ristorante “Nonno Frenk” Mauro Borriello.
E grazie ai baranzatesi della vecchia generazione per aver condiviso con noi le loro storie e averci emozionati.

STORIE BARANZATESI

Siamo come un maestoso albero: voi le radici, noi il fusto, i nostri figli e vostri nipoti la rigogliosa chioma. Insieme produciamo succosissimi e profumatissimi frutti. Tutti esistiamo perché tra noi connessi. Grazie!

Questo Progetto nasce nel 2015 con l’idea di conoscere la storia del territorio, dare voce alle persone che sono nate e cresciute qui, e affidare alle generazioni future i ricordi di una Baranzate che era una piccola comunità e che negli anni ha visto i cambiamenti che l’hanno portata ad essere quella che è adesso.

Abbiamo raccolto informazioni, ascoltato gli anziani, letto libri.
Con il Patrocinio Comunale e insieme a Pol. D. Baranzatese e Baranzate Wb TV, abbiamo organizzato una cena di reunion dei “baranzatesi doc”, che hanno avuto la possibilità di rivedersi, di raccontarsi, e che ci hanno dato l’opportunità di scoprire com’era Baranzate negli anni ’50 e ’60.


BARANZATE ANNI ’50/’70

(informazioni tratte da “La neve ti piacerà” e “Polenta e latte”, di Maria Grazia Cerrai – “Baranzate, un borgo nella storia dell’Alto Milanese”, di Giannicola Angelini – “Una storia su due ruote”, di Paolo Nizzola, Giordano Minora, Luigi Dusi)
ASPETTO E ATTIVITA
Baranzate era una piccola frazione (di Bollate) con alcune cascine, pochi caseggiati e villette, una strada centrale con negozi (via Nazario Sauro), una chiesa (la Chiesetta), la casa del prete e delle suore, l’oratorio e l’asilo.
Suor Giuseppina era la superiora, Don Livio il parroco.
Le suore facevano catechismo, avevano una biblioteca, ricamavano corredi per le future spose, insegnavano cucito e ricamo, facevano visita agli ammalati (iniezioni e fasciature).
La messa era tutte le mattine, prima del lavoro. Don Livio era impegnato nelle attività di preghiera e interessato a sviluppare quelle sportive. Spesso portava i ragazzi a fare lunghe gite in bicicletta.
Il suo grande sogno era quello di avere una parrocchia. Per cerimonie come matrimoni e funerali, infatti, si andava a piedi fino a Bollate.
Nel 1958 sorge la CHIESA DI VETRO , Nostra Signora della Misericordia, a cura degli architetti Mangiarotti e Morasutti e dell’Ing Favini. E’ dedicata a Maria, Madre della misericordia poiché nell’anno in cui è stata costruita ricorreva il centenario dell’apparizione della Madonna a Lourdes. Venne inaugurata dal cardinale Montini, divenuto in seguito Papa Paolo VI. E’ la seconda chiesa di vetro al Mondo e dal 2002 è sotto la tutela del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. 
ORATORIO ESTIVO: alla fine dell’anno scolastico (un po’ come accade ora) l’oratorio accoglieva i ragazzi e i bambini, mentre i genitori erano al lavoro. I ragazzi più grandi aiutavano nell’organizzazione delle giornate. Don Livio era riuscito a farsi fornire da una grande ditta vicina, Leon Beaux, un pasto caldo al giorno, che Giuseppe (Corbari) e Angelo (Pasqualini) andavano correndo a prendere ogni giorno. 
Nel giro di pochi anni, l’oratorio si ingrandisce e sorgono il CINEMA e la SOCIETA’ CALCISTICA BARANZATESE, di cui Giuseppe e Angelo divennero i presidenti.
Le strade non erano asfaltate e per la via centrale passava un fosso che andava verso Bollate. Qui, dai due fontanili, sgorgava l’acqua sorgente.
Al fossato le donne andavano a lavare i panni, che stendevano nei cortili delle cascine, e gli uomini, in altra zona apposita, a far abbeverare il bestiame.
FESTA DEL PAESE: ogni anno, la 3^ settimana di settembre. Arrivavano le giostre, con i calcinculo, il tirassegno e l’albero della cuccagna. Sempre in quell’occasione, si svolgeva la processione.
Spesso nevicava e spesso calava una fitta nebbia.
DIALETTO MILANESE
Era una comunità in cui ci si conosceva tutti. 
I giovani giocano a pallone, ciclismo, cinema. Gli uomini vanno a caccia e all’osteria.
Scuole medie si facevano a Milano (in paese non c’erano), andando a Roserio a piedi e prendendo il tram. 
CASCINE
Davanti la parte abitativa, dietro le stalle, i ripostigli e i bagni.
“Orbiseu” era una botola situata sul soffitto della cucina, che alla sera veniva aperta per lasciar passare il calore della stufa accesa nelle stanze soprastanti. Le stanze da letto si trovavano infatti al secondo piano, e si raggiungevano dall’esterno tramite scalinate.
Sopra alle stanze, si trovavano le granaglie, dove venivano messi ad essiccare i raccolti di grano e granturco.
Dalla parte delle stalle, al piano sopra, si trovavano i fienili. Vediamo ancora oggi le finestre tipiche con mattoni messi in modo da ottenere dei fori, che servivano per arieggiare l’ambiente.
L’acqua si attingeva alla “tromba”, fontana in cortile.
AGRICOLTURA E ALLEVAMENTO
Gli agricoltori portavano il grano e granturco a Bollate al MULINO, dove ora si trova il ristorante IL MULINO, appunto.
Allevamenti di BACHI DA SETA, che venivano tenuti in casa e nutriti con foglie di gelso. Nel nostro stemma comunale, infatti, campeggia un albero di gelso. Gli alberi di gelso venivano chiamati MORONI (da Lodovico il Moro che aveva diffuso questa coltivazione e la lavorazione della seta durante il suo ducato).
PALAZZI NUOVI – con bagni e riscaldamento
Nelle ORTAGLIE (grandi campi dove si coltivavano ortaggi), venivano a lavorare a stagione le SARTINE, prevalentemente provenienti da Brescia e Cremona. Chiamate così probabilmente per la loro precisione nel taglio che faceva sembrare i campi quasi dei ricami. Alcune si sono fidanzate e sposate e quindi rimaste a Baranzate.
La coltivazione degli ortaggi era importante, sia negli orti che nei campi.
Un grande campo di grano che ricordiamo è quello dove ora sorge il Centro Commerciale Unieuro, che scandiva le stagioni e sul quale veniva a pascolare un gregge di percore ogni anno.
Spesso alla sera si andava a caccia di rane, con lanterne, o le si trovava anche nei campi durante il lavoro (infatti gli uomini portavano un sacchettino appeso al collo per poterle contenere e portare a casa per la cena).
NEGOZI
PRESTINEE, panettiere, che sfornava michette e veneziane e le cremonesi, tipici panini dolci.
OSTERIA TRI BASEI (tre gradini). I cacciatori si trovavano a festeggiare la stagione di caccia mangiando polenta e lepre in salmì.
Gli uomini vi si ritrovavano per giocare a bocce e a carte, e bere vino e grappa, e a guardare la televisione.
ELETTRAUTO
IL LAVANDEE: lavava i panni al fosso e li stendeva nel cortile, e faceva le consegne anche fino a Milano.
VENDITORI
IL PIATTEE: carretto tirato da cavalli con piatti, bicchieri, tazzine, ometti in legno e altri oggetti per la casa.
IL ROVELLIN: veniva da Rovello-Saronno, con carretto carico di patate.
IL TERRAZAN: da Terrazzano-Rho, portava biancheria per la casa, come coperte, lenzuola, tovaglie, asciugamani.
LA SPUSINA: signora che portava biancheria intima e di pizzo.
IL MULETTA: l’arrotino.
L’OMBRELEE: aggiustava ombrelli.
IL BIGIO’: detersivi, saponette, acqua di colonia, profumi e prodotti per la pulizia della casa.
IL CADREGATT: impagliava sedie.
IL MAGNAN: stagnava e aggiustava pentole.
IL MATERASSE?: si sedeva nei cortili con un marchingegno con cui aggiustava e riempiva di lana di pecora i materassi e i cuscini.
IL CARBONEE: vendeva carbone per le stufe.
CAMIONCINI di ortaggi e frutta di stagione 
CALDARROSTAIO
SPORT
Il PEDALE BOLLATESE (maglia nerostellata) costituisce a Bollate (il 20 gennaio 1923) una società chiamata UNIONE SPORTIVA BOLLATESE, allo scopo di promuovere e diffondere gli sport atletici in genere. La sede era la TRATTORIA TRENTANI in via Garibaldi (l’attuale Bar San Carlo).
Grandi i successi di Carlo Moretti, tra cui si ricorda il suo 6° posto al Giro d’Italia del 1933 (vinto da Binda).
I ciclisti Bollatesi passavano attraverso i campi e fontanili di Baranzate per raggiungere il Velodromo Vigorelli a Milano. Nel percorso spesso facevano a gara tra di loro, e avolte cadevano nelle fredde acque dei fontanili. Per questo nell’ambiente ciclistico i bollatesi erano conosciuti come “I FONTANITT”.
Durante la guerra, l’attività sportiva si ferma, per via del pericolo di bombardamenti e delle tante partenze dei giovani per il fronte.
Nel dopoguerra si ricostruisce la vita politoco-amministrativa e la vita culturale e sportiva.
A Bollate, nel 1946, viene costruito un Velodromo (pista), voluto da Renzo Borroni (industriale e presidente dell’Ospedale di Bollate e dell’Asilo Maria).
1955 – prima edizione della BOLLATE-GHISALLO.
Tra i baranzatesi ciclisti dell’epoca ricordiamo Felice Uboldi, Mario Uboldi, Tino Uboldi, Alfredo Bonariva.
Negli anni ’70 nasce il CICLISMO AMATORIALE e il CICLISMO FEMMINILE: Alfredo Bonariva direttore sportivo di campionesse come Mary Cressari (record mondiale dell’ora su pista) e Morena Tartagni, bollatese. Negli anni ’80 e ’90 altre campionesse come Francesca Galli e Maria Canins.
Negli anni ’80 nasce il CICLOCROSS, in cui si distinguono i baranzatesi Mario e Felice Uboldi.
BOMBARDAMENTI GUERRA
27 dicembre ’44: bombardamento a convoglio ferroviario
30 gennaio ’45: strage della Vignetta (attuale via De Amicis-San Giulio), bombardamento aereo alleato su un treno proveniente da Saronno.
14 aprile ’45: bombardamento aereo su Leon Beaux, fabbrica di munizioni ed esplosivi con manodopera prevalentemente femminile).
Nel dopoguerra, con il BOOM ECONOMICO, sorgono fabbriche e palazzi e l’attività non è più prevalentemente agricola.
Arrivano “I FORESTI”, gli immigrati calabresi, veneti e siciliani, ed entra nell’uso locale la pasta, aglio, peperoncino piccante.
CURIOSITA’
Era in uso etichettare le persone con nomignoli che derivavano dalla cucina: gras de rost (appiccicaticcio), polentone (pigro), penetun (un buono), ecc. e diminutivi per distinguere i nonni dai nipoti, che spesso portavano lo stesso nome: Angelina, Giuseppina, Chiarina, Sandrino, ecc.
PREPARAZIONE DEI CARRI DI CARNEVALE: il carro “il re del risotto” ebbe il primo premio tra tutti i carri dei paesi vicini (rappresentava un fantoccio che mescolava il risotto nel paiolo).
Una leggenda narrava che nella campagna vicina era nascosto un tesoro, e i bambini spesso andavano a scavare per trovarlo.

Cenni di Storia di Baranzate – Baranzaa per i milanesi doc
Nel 292 dc Milano diventa capitale impero romano d’occidente, poi con Teodosio e il Vescovo Sant’Ambrogio tutto ’alto milanese prospera con agricoltura e allevamento, tanto da diventare preda delle invasioni barbariche.
Con i longobardi viene creata la pieve, che definisce un ambito territoriale; Baranzate fa parte della pieve di Bollate. Infatti da un Codice Longobardo, nel 994 si trova il nome della località di “Balanziate”; questo nome, con tutte le varianti dovute alle trascrizioni degli scrivani, diventò Barenzate, Branzate, Brenzate, Baranzaga e altro.
Negli atti del comune di milano del 1235 si trovano parecchi documenti che riguardano Baranzate, ormai costituito a Comune, e riportano cessioni e affitti di terreni che appartenevano per la maggior parte alle istituzioni ecclesiastiche.
Sotto i Visconti prima e gli Sforza dopo, si ha la costruzione dei Navigli, delle rogge e dei fontanili, che diedero impulso all’economia di tutto il territorio padano; Baranzate era diventato un comune esclusivamente agricolo.
E’ di questi tempi, XIV secolo, che viene introdotta a Baranzate la coltivazione dei gelsi, solo come alberi da frutto. 
Nel 1700 Milano passa sotto gli Austriaci e con Maria Teresa d’Austria, la Lombardia inizia una nuova era piena di benessere e innovazioni; si ha un incremento dell’agricoltura, ma soprattutto inizia l’industria tessile e la coltivazione dei gelsi porta all’allevamento dei bachi da seta, nel 1720 Baranzate conta sul territorio 449 gelsi che passarono poi a 2343. L’allevamento era però tenuto dai contadini senza nessuna preparazione e quindi con produttività bassa.
L’edificio più antico è la chiesetta di via Sauro (chiesa di San Vincenzo); in uno scritto del XIII secolo, già si cita l’esistenza “in plebe Bolate, in Barenzate, ecclesia sancti Uicentii”. Baranzate non aveva parrocchia; la parrocchia era quella di Bollate che riuniva gli oratori di Baranzate e Roserio.
L’oratorio era proprietà privata e nel 1880 fu acquistato da Carlo Erba e nel 1904 passò ai Visconti di Modrone. Nel 1957 con la costruzione della chiesa di vetro, la curia di Milano fece cessare la funzione religiosa dell’edificio, che venne venduto al comune di Bollate.
Il comune di Baranzate, con un regio decreto, fu soppresso nel 1869, e viene aggregato al comune di Bollate.
Con l’arrivo i Carlo Erba si ha una piccola rivoluzione a Baranzate; Carlo Erba, oltre ad acquistare i terreni per coltivare erbe medicinali, impianta la fabbrica per la produzione del “tamarindo erba”; tale fabbrica verrà poi venduta alla Leon Beaux. Viene redatto un programma di ristrutturazione edilizia con la creazione delle Corti che erano costituite da una costruzione residenziale con un grande cortile circondato da magazzini, stalle e abitazioni delle maestranze. Sorsero la corte Lesmo sulla via Sauro, la Boga, la Sartirana e la Brenna vicino alla via Trieste.
Con l’arrivo della Leon Beaux, fabbrica di munizioni, inizia anche l’insediamento di altre piccole manifatture artigianali soprattutto vicino a Roserio, vicino all’attuale via Gorizia/via Merano. 
Inizia l’urbanizzazione selvaggia e solo nel 1923 Bollate si decide a definire la toponomastica, assegnando i nomi alle vie; si fece riferimento a luoghi ed episodi eroici della Grande Guerra da poco finita. 
Nel 1931 Baranzate contava 889 abitanti.
La Seconda Guerra Mondiale e il successivo boom economico, contribuì a trasformare Baranzate da borgo agricolo sempre più in borgo industriale che comportò un insediamento selvaggio e una altissima crescita demografica. Nel 1961 gli abitanti sono 4389, ma passano a 12175 nel 1971.
Il 21 maggio 1997 il comitato “Uniti per Baranzate” chiede la costituzione di Baranzate quale comune autonomo, confermato nel 1999 da un referendum.  
La legge regionale n. 13 del 22 maggio 2004, entrata in vigore il successivo 8 giugno, ha definitivamente sancito la costituzione di Baranzate in comune.

Il Notiziario 04 settembre 2015
Il Notiziario 11 settembre 2015
Settegiorni 11 settembre 2015

Abbiamo raccolto materiali antichi, pentole, attrezzi, giornali dell’epoca, fotografie della Baranzate che fu e li abbiamo esposti durante la cena conviviale della serata del 5 settembre 2015.

Abbiamo conosciuto attraverso i suoi libri che parlano di Baranzate la scrittrice MARIA GRAZIA CERRAI, che ha vissuto il nostro territorio da ragazza e che abbiamo inviato alla serata. Consigliamo la lettura dei suoi libri che fanno riscoprire una Baranzate rurale e usanze perdute:

Di Baranzate ha scritto anche Marco Balzano, scrittore e insegnante di Bollate, che ha vinto con questo suo libro, L’ultimo arrivato (2014), il Premio Volponi e la LIII edizione del Premio Campiello.

Pensiamo che sia importante conoscere la nostra storia, le nostre radici, dare voce a chi c’era e ancora c’è e accogliere il patrimonio che può offrirci.
Un paese cambiato così velocemente, fisicamente e socialmente, che ha visto due immigrazioni (quella dal meridione prima e quella dai paesi extracomunitari poi).
Per noi e per tutti gli immigrati che hanno lasciato i loro paesi per trasferirsi qui, conoscere la storia del paese in cui viviamo ogni giorno, è ricostruire i passaggi che ci hanno portati ad oggi, e ristabilire un’identità collettiva, fondamentale per il rispetto del luogo e degli altri.

Abbiamo pensato anche ad un Progetto Scolastico a costo zero, che speriamo venga accolto e che può naturalmente essere ampliato o modificato:
– mostra in Biblioteca delle antiche fotografie di Baranzate (in possesso del Comune)
– invito a Scuola degli anziani baranzatesi che raccontano le loro storie, descrivono il paese e le usanze della loro infanzia e giovinezza
– lettura dei libri “La neve ti piacerà”, “polenta e latte” di M. G. Cerrai e “L’ultimo arrivato” di M. Balzano
– invito a Scuola degli scrittori e racconto delle loro esperienze a Baranzate
– uscita didattica sul territorio, esplorando e confrontandolo con le fotografie viste alla mostra
– raccolta delle impressioni dei bambini/ragazzi in temi o pensieri

ALTRE INFORMAZIONI E CURIOSITA’
Le vie del Comune
Dopo la prima grande guerra, il comune di bollate si accorge che con i nuovi insediamenti urbani, dati dalla crescita della produzione agricola e dei nuovi complessi industriali, erano state tracciate nuove strade per una migliore facilità degli spostamenti; occorreva una revisione completa della toponomastica.
Nel 1923 vengono assegnati a tutte le strade di Bollate e delle frazioni i loro nomi; a Baranzate furono assegnati i nomi che facevano riferimento a località nelle quali si erano verificati episodi eroici durante la Grande Guerra o a personaggi eroici.
Anche negli anni successivi venne mantenuta la scelta di località montane, città e uomini che avevano dato lustro all’Italia o addirittura a Baranzate; non si faceva più riferimento alla guerra, ma a località che avevano permesso la comunicazione tra le città e i popoli.
Dobbiamo sempre ricordare che Baranzate faceva parte del comune di bollate.
Vediamo se possiamo individuare le strade allora esistenti, tenendo conto dell’argomento (grande guerra) e dell’anno (1923)
Abbiamo suddiviso baranzate in sei parti: strade ovest varesina, esselunga, florida, s.arialdo,centro-conciliazione, manzoni.
Strade ovest varesina (via Aquileia): 19 vie
Monti: 14 vie: gli unici monti possibili sono: il Monte Santo, teatro di battaglie e annesso all’Italia nel 1921,  il Monte Cristallo nel Cadore con la sua “Strada degli Alpini”(serie di camminamenti), e il Monte Bisbino sulle Prealpi Comasche dove fu realizzata nel 1915 la “Linea Cadorna”, fortificazione seconda solo alla linea Maginot; gli altri sono monti lombardi (Ghisallo, Grigna, Resegone, Presolana, Aprica); passi montani (Spluga, Moncenisio, Tonale, Cisa (dove si ricorda il treno navetta tra Sarzana e Pontremoli) ), il Monte Amiata e Monte Cassino (legato questo alla Seconda Guerra Mondiale)

Città: 4 vie: l’unica via possibile è Aquileia, in provincia di Udine, nella cui basilica nel 1921, fu scelta la salma da trasportare a Roma per il monumento al Milite Ignoto; gli altri tre sono paesi lombardi, Bissone, Montello e Belgioioso (di cui bisogna ricordare il meraviglioso Castello di caccia dei Visconti).
L’unica via intestata a una persona è: via Leopoldo Zambeletti; costui possedeva una prestigiosa farmacia a Milano e nel 1800, insieme a Carlo Erba, venne a Baranzate e costruì una industria farmaceutica, acquistata poi nel 2000 da Glaxo e chiusa. 
Strade rotonda Esselunga – Renault: 9 vie
Monti: 7 vie: tutti questi monti non sono riconducibili alla Guerra Mondiale; 6 riguardano passi alpini (stelvio (il passo più alto d’Europa a m.2758), s. Gottardo (inaugurata nel 1980, con i suoi 16,918 km, era la galleria stradale più lunga del mondo), falzarego, pordoi, dei giovi  e Sempione (Il traforo misura 19.823 metri e all’epoca della costruzione (1905) è stata la più lunga galleria ferroviaria del mondo)), l’altro (abetone) fa parte degli Appennini.
Esistono poi altre due vie: quella intestata a carlo moretti (abbiamo trovato solo notizie di un ciclista che ha partecipato al giro d’Italia con Binda) e la via stella rossa (abbiamo trovato notizie di una Brigata partigiana Stella Rossa che combattè i nazi-fascisti vicino a Marzabotto (BO))  
Strade del quartiere Florida: 3 vie
Due vie (salvo d’acquisto e f.lli rosselli) sono intestate a persone anti nazi-fasciste, il primo si è fatto fucilare per salvare la vita di innocenti civili, gli altri hanno combattuto il fascismo in esilio fino ad essere eliminati da sicari in Francia. L’altra è intestata a don Luigi Sturzo, fondatore nel 1919 del Partito Popolare Italiano; parte esule col fascismo e rientra in Italia nel 1946, ma non aderisce alla DC, purvolendo dare voce in politica ai cattolici.
Strade Parrocchia S. Arialdo (via Gorizia): 12 vie
Tutte le vie sono intestate a città e molte di queste possono essere ricondotte all’argomento Grande Guerra: Merano, Gorizia, Cividale, Pordenone, Redipuglia (ma il suo Sacrario fu costruito nel 1938), Palmanova (la città con la pianta a stella 9 punte), Gradisca e Asiago. Le città di Postumia (nota per le sue grotte) e di Fiume, che dopo la Grande Guerra erano state annesse all’Italia, furono, dopo la Seconda Guerra, restituite alla Jugoslavia.
I paesi di Erto e Longarone, sono invece legati al disastro della diga del Vajont del 1963.
Strade del centro di Baranzate: 14 vie e 2 piazze
Le due piazze sono dedicate a Falcone e a Borsellino, uccisi dalla Mafia
Tre sono dedicate a patrioti irredentisti italiani: Nazario Sauro, Fabio Filzi, Pietro Calvi; una è dedicata ad Alfonso Lamarmora (ma ho scoperto che il corpo dei Bersaglieri fu fondato dal fratello Alessandro), ministro della Guerra sotto Carlo Alberto, fondatore del corpo di Artiglieria a cavallo e coautore, insieme a Gabrio Casati della legge che prevedeva l’obbligatorietà dell’istruzione per due anni da parte dello Stato.
Via don Luigi Guanella, sacerdote, fondatore delle congregazioni cattoliche dei Servi della Carità e delle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza. Proclamato santo nel 2011. Via S. Paolo.
Via Carlo Erba, come Zambeletti possedeva una prestigiosa farmacia a Milano e nel 1800 venne a Baranzate a comprare terreni e poi costruì una industria farmaceutica, venduta poi alla Leon Beaux.
Via Mercantesse, segnalata già in documenti della storia di Baranzate, dove si diceva vivessero le mogli dei mercanti di Baranzate
Via Trieste, via 1° Maggio, via 25 Aprile, nulla da aggiungere.
Abbiamo poi 3 vie che si riconducono allo Stato Pontificio; Mentana, paese dove si combattè una battaglia tra i Garibaldini e le truppe francesi e del Pontefice, con la sconfitta dei garibaldini; 20 settembre data che corrisponde alla Breccia di Porta Pia del 1870, festa nazionale sino al 1929; Conciliazione, termine dato agli accordi sottoscritti con i Patti Lateranensi l’11 febbraio 1929, questa data diventa festa nazionale in sostituzione del 20 settembre, ma nel 1984, con il nuovo concordato che abolisce la Religione di Stato, anche questa festa viene rimossa.
Strade verso Novate (via manzoni): 9 vie
Abbiamo due monti chiaramente riconducibili: Cadore e Carso, e due monti che nulla hanno a che vedere: Bernina e Gran Sasso.
Dell vie dedicate ai personaggi, abbiamo via Manzoni, via Carlo Imbonati (nobiluomo milanese amico del Manzoni), via Antonio Rosmini (sacerdote teologo e filosofo, fondatore delle Suore della Provvidenza) e Achilla Grandi ( politico deputato PPI e DC, sindacalista fondatore della CIL e della CGIL e fondatore delle ACLI)
Via Umanità, sostituisce il nome della via che era intestata a Ugo Pepe, fascista morto durante una spedizione punitiva del 1922.

BARANZATE-CUCINA LOCALE ANNI ’50/’70
ANTIPASTI
Antipasti di salumi misti con ciotole di sottaceti e verdure sottolio (ad es. carciofini e funghetti)
PRIMI PIATTI
Risotto alla milanese (con luganega e zafferano)
Risotto con fegatini di pollo
Polenta
Minestrone con riso
Zuppe di verdure con lardo e fette di pane raffermo
Minestra di castagne
Gnocchi (con patate a pasta bianca, farinose, e vecchie, perché contenendo meno acqua assorbono meno farina): 100 gr di farina per 300 gr di purea di patate
Gnocchi di zucca, di spinaci, di polenta
PIATTI UNICI
Lepre in salmì con polenta
Casseola (collosa e non brodosa)
Trippa
SECONDI PIATTI 
Pollame
Uova in vari modi
Frittata di rane
Frittata di interiora di pollo
Cacciagione 
Osso buco (carne dalla Brianza) con salsa gremolada
Mondeghili (tipiche polpette milanesi)
Lesso misto
Cervella fritte impanate
Rane: fritte, in guazzetto, nel risotto, in frittata
Pesciolini fritti
CONTORNI 
Asparagi
Ortaggi freschi: cetrioli-cavolfiori-carote-fagiolini-piselli-asparagi-radice amara bollita-zucca-lenticchie
FORMAGGI
Grana
FRUTTA
Frutta di stagione: fichi-uva-albicocche-nocipesche-mele-fragole-arance-pere-anguria-castagne (bollite nel latte o arrosto)
More di gelso come frutti
CONDIMENTI e SALSE
Sugo d’arrosto da servire sulla carne ma anche in una scodellina a parte, e tenuto anche per insaporire il risotto
Brodo di pollo (anche per il risotto): zampe, collo, teste, ali.
Salsa gremolada e salsa verde
DOLCI
Torta paesana
Panettone
Frittelle di polenta
Amor polenta
Rossumada: rosso d’uovo sbattuto con zucchero e aggiunta di caffè (o vino)
VINI
Barbera
PENTOLE TIPICHE E COTTURA
Paiolo (risotto e polenta), forme per budini
Cibi cotti lentamente e coperti

AREE DISMESSE A BARANZATE

NEL 2015, abbiamo fatto una ricerca sulle aree dismesse sul territorio baranzatese.
Ci sono aree dismesse pubbliche ma soprattutto aree dismesse private. Siamo andate a fotografarle e a raccogliere alcune informazioni, potete vedere il frutto della nostra ricerca nel video pubblicato qui sopra.

Decisamente, l’area abbandonata che ci sta più a cuore è la ex Leon Beaux (inizialmente stabilimento Carlo Erba), perché è una costruzione vasta e soprattutto perché è parte della nostra storia:

Carlo Erba 
L’edificio fu costruito dal famoso farmacista milanese Carlo Erba alla fine 1800, quando, oltre ad acquistare i terreni per coltivare erbe medicinali, impianta la fabbrica per la produzione del “tamarindo erba”; questa fabbrica crea una piccola rivoluzione a Baranzate, sino ad allora solo centro contadino.
Inizia l’utilizzo della manodopera femminile nella fabbrica, mentre gli uomini si dedicavano ai lavori nei campi. Nel 1881 la Carlo Erba presentò i suoi prodotti all’Esposizione Internazionale di Milano e la produzione aumentò in modo tale che la fabbrica diventò insufficiente. Nel 1895 la Carlo Erba trasferisce l’attività altrove e lo stabilimento passa alla Leon Beaux.  

Leon Beaux e cascine 40 sec
Con l’arrivo della Leon Beaux, fabbrica di munizioni da caccia, da tiro e da guerra, inizia anche l’insediamento di altre piccole manifatture artigianali, soprattutto vicino a Roserio e all’attuale via Gorizia. Nel 1918 la fabbrica conta 200 operai, per maggior parte donne, e nel 1925 ne conta 440. Viene redatto allora un programma di ristrutturazione edilizia con la creazione delle Corti che erano costituite da una costruzione residenziale con un grande cortile circondato da magazzini, stalle e abitazioni delle maestranze. Sorsero la corte Lesmo sulla via Sauro, la Boga, la Sartirana e la Brenna vicino alla via Trieste.
Nel 1973 la Leon Beaux chiude i battenti ed è tuttora un’area dismessa.

Nel 2015, pochi mesi prima dell’apertura a Rho (al confine con Baranzate) i Pirati Riot Club hanno occupato la ex Leon Beaux, cominciando a decorarla con graffiti e ad aprirla al pubblico. Poco prima dell’inaugurazione di Expo, i Carabinieri hanno provveduto allo sgombero dell’edificio. Purtroppo il proprietario ha murato porte e finestre, ma all’interno ci sono tutt’ora murales di interesse internazionale:
http://graffitiamilano.blogspot.com/2015/01/i-disegni-dei-pirati-di-baranzate.html

Abbiamo contattato i Pirati, cercando di avvicinarli alla giunta comunale per provare un accordo di interesse pubblico, quantomeno un inizio di scambio di intenzioni e di visione progettuale, ma lo sgombero ha chiuso ogni tentativo di comunicazione.

L’edificio ad oggi sta sgretolandosi per effetto del tempo, dell’incuria e delle intemperie, e guardare la storia del nostro territorio svanire così scioccamente è un dispiacere per tutti.

Molte le altre aree dismesse sul territorio. Qui una piantina che abbiamo utilizzato nel 2015 per le nostre ricerche:


Quello che abbiamo chiesto:

Osserviamo, domandiamo, suggeriamo.

Da PGT allegato, risulta che abbiamo attualmente sul territorio una “ricchezza” di 21 AREE DIMESSE e quindi potenzialmente recuperabili.

Abbiamo altresì 5 AREE SOTTOUTILIZZATE, quindi potenzialmente utilizzabili.

Da nostra ulteriore ricerca, emergono altre AREE INUTILIZZATE che potrebbero essere destinate a nuovi utilizzi o quantomeno ristrutturate.

Con molta probabilità, esistono sul nostro territorio ancora altre aree in disuso che possono essere destinate ad uso abitativo o commerciale (o rese degne di un paese degno).

Torniamo dunque a chiederci come mai l’attuale Amministrazione (contro parere di tutte le opposizioni, politiche e non) intenda procedere con il progetto di variante AT2 che prevede la costruzione edilizia nell’unica area verde rimasta in Baranzate (zona scuole elementari), invece di recuperare e bonificare le aree ad oggi inutilizzate.

E ci chiediamo, indipendentemente da quanto sopra, come mai tali aree siano da anni dismesse e lasciate ad imbruttire il nostro paesaggio, già non particolarmente gradevole (specie in alcune zone particolari) e oggi deturpato dalla nuova autostrada Rho-Monza.

Suggeriamo all’attuale Amministrazione (o chi sarà eventualmente al suo posto dopo le imminenti elezioni) di dare risposta alle nostre domande, per renderci consapevoli di chi siamo e cosa è possibile fare per migliorare il posto in cui viviamo. E di impegnarsi per ottenere risultati degni di una comunità dalle enormi potenzialità al momento in fase di risveglio. Che già è un passo avanti rispetto al lungo letargo che ci ha caratterizzati finora. Il nostro domani possiamo e vogliamo deciderlo noi.

Settegiorni, 8 maggio 2015

Quello che chiediamo oggi:
è certo che ci sono azioni non semplici da intraprendere per il recupero di aree sia pubbliche che private.
Oggi alcune aree sono già state recuperate.
Cosa è previsto per il futuro?
Non potrebbe essere fatta un incontro pubblico per rendere edotti i cittadini delle possibilità e delle intenzioni di recupero di queste aree?
E magari anche raccogliere eventuali idee?
Cosa si intende realmente per “messa in sicurezza” e “decoro urbano”? (poiché guardandoci intorno, ci sembrano solo parole e non fatti).

PER LE DONNE

Eventi “contro la violenza alle donne” non è un termine che desideriamo usare, perché siamo convinti che gli eventi hanno senso se “a favore” di qualcuno o qualcosa.
Il modo più efficace per dissolvere la violenza contro le donne è quello di valorizzarle, renderle consapevoli del loro valore e della loro capacità di riuscire ad essere libere di volersi bene. Una donna serena è una madre serena e una cittadina serena. Il mondo ha bisogno di donne in pace.

Di seguito gli eventi di promozione a favore delle donne:

2015 – SOLO CON I PETALI

E gli uomini? Quelli violenti? Anche gli uomini vanno aiutati e responsabilizzati.
Un uomo violento ha un problema di autostima, di maltrattamenti, di…qualunque sia, questo è un problema serio per lui e per chi gli sta vicino.
Compreso questo, un uomo violento va compreso, col tempo i tuoi gesti possono essere anche perdonati, ma NON CONDONATI. Significa amare le fragilità di uomini e donne, senza cedervi, senza compromessi pericolosi.
Dalla violenza si prende distanza, sempre.

Molto interessante l’intervento dell’Assessore alla Cultura Zoe Mery Bevilacqua, che ha ripercorso la narrazione delle donne nelle fiabe: dalle quelle rinchiuse nelle torri, a Cenerentola maltrattata, alla Sirenetta che rinuncia la sua voce e alla sua identità per arrivare all’uomo dei suoi desideri, a Mulan che si finge uomo per emanciparsi, fino a Ribelle, la principessa Merida, che finalmente mette in chiaro la sua identità seppur sfidando la cultura del luogo e la tradizione famigliare.

Il Notiziario 20 novembre 2015
Settegiorni 20 novembre 2015
Il Notiziario 27 novembre 2015
Settegiorni 27 novembre 2015

I libri utilizzati e consigliati:

2016 – SPETTACOLO TEATRALE

Il nostro contributo: una lettura interpretata da Lumen Teatro (Stefano Tenconi, Angela Volpicella, Antonella Manunta) e scritta da Veronica Bonariva e la scrittrice Maria Grazia Cerrai. E’ stata l’introduzione al bellissimo spettacolo teatrale “Barbablù 2.0” di teatro in Mostra, con Laura Negretti e Alessandro Quattro.

2017 – PANCHINE ROSSE

Un evento partecipassimo, in collaborazione con le Associazioni Scarlatti, Noah, QF2, Baranzatese, Diversità, White Matilda e patrocinato dal Comune di Baranzate.

Abbiamo insieme dipinto panchine rosse nei vari quartieri baranzatesi, come promemoria che rimane a ricordarci il valore delle donne.

L’evento si è aperto con il ritrovo delle Associazioni davanti alla panchina del loro quartiere, con musica suonata dagli allievi dell’Ass. Scarlatti, “Over the rainbow” con violini, violoncello, chitarre.
Ogni Associazione, insieme ai cittadini che si sono ritrovati davanti alle panchine, si sono recati insieme davanti alla Chiesetta di via Nazario Sauro (Sala Espositiva).
Qui, tre chitarristi di tutte le età (un bambino, un ragazzo, un uomo) hanno dedicato a tutte le donne un brano, “Love is blue” accompagnati dal coro femminile dell’Ass. Scarlatti.
Ogni Associazione baranzatese ha portato un messaggio e l’ha letto; il nostro è stato questo:
“Per quanto la situazione possa sembrare senza via d’uscita, è importante continuare a credere e non perdere mail la speranza. La speranza che abbiamo nel cuore non ha limiti” (Daisaku Ikeda “Giorno per Giorno”).
Simbolicamente, in onore delle donne vittime di violenza, ogni Associazione ha appeso un palloncino colorato alla panchina fuori dalla Chiesetta.
L’evento si è concluso in Chiesetta con la visione di un filmato:

https://www.youtube.com/watch?v=NoaW5eTN7nw

Infine, gli interventi degli operatori dell’Ass White Matilda e Noah-Progetto di vita, Associazioni che si occupano concretamente dell’assistenza alle donne in difficoltà.

Riteniamo che l’evento sia particolarmente riuscito per la presenza di tante persone, per la rete creata con le Associazioni del territorio, per le informazioni date, e per l’emozionante atmosfera.

Il Notiziario 01 dicembre 2017
Settegiorni 01 dicembre 2017
Settegiorni 08 dicembre 2017

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