NEL 2015, abbiamo fatto una ricerca sulle aree dismesse sul territorio baranzatese.
Ci sono aree dismesse pubbliche ma soprattutto aree dismesse private. Siamo andate a fotografarle e a raccogliere alcune informazioni, potete vedere il frutto della nostra ricerca nel video pubblicato qui sopra.
Decisamente, l’area abbandonata che ci sta più a cuore è la ex Leon Beaux (inizialmente stabilimento Carlo Erba), perché è una costruzione vasta e soprattutto perché è parte della nostra storia:
Carlo Erba
L’edificio fu costruito dal famoso farmacista milanese Carlo Erba alla fine 1800, quando, oltre ad acquistare i terreni per coltivare erbe medicinali, impianta la fabbrica per la produzione del “tamarindo erba”; questa fabbrica crea una piccola rivoluzione a Baranzate, sino ad allora solo centro contadino.
Inizia l’utilizzo della manodopera femminile nella fabbrica, mentre gli uomini si dedicavano ai lavori nei campi. Nel 1881 la Carlo Erba presentò i suoi prodotti all’Esposizione Internazionale di Milano e la produzione aumentò in modo tale che la fabbrica diventò insufficiente. Nel 1895 la Carlo Erba trasferisce l’attività altrove e lo stabilimento passa alla Leon Beaux.
Leon Beaux e cascine 40 sec
Con l’arrivo della Leon Beaux, fabbrica di munizioni da caccia, da tiro e da guerra, inizia anche l’insediamento di altre piccole manifatture artigianali, soprattutto vicino a Roserio e all’attuale via Gorizia. Nel 1918 la fabbrica conta 200 operai, per maggior parte donne, e nel 1925 ne conta 440. Viene redatto allora un programma di ristrutturazione edilizia con la creazione delle Corti che erano costituite da una costruzione residenziale con un grande cortile circondato da magazzini, stalle e abitazioni delle maestranze. Sorsero la corte Lesmo sulla via Sauro, la Boga, la Sartirana e la Brenna vicino alla via Trieste.
Nel 1973 la Leon Beaux chiude i battenti ed è tuttora un’area dismessa.
Nel 2015, pochi mesi prima dell’apertura a Rho (al confine con Baranzate) i Pirati Riot Club hanno occupato la ex Leon Beaux, cominciando a decorarla con graffiti e ad aprirla al pubblico. Poco prima dell’inaugurazione di Expo, i Carabinieri hanno provveduto allo sgombero dell’edificio. Purtroppo il proprietario ha murato porte e finestre, ma all’interno ci sono tutt’ora murales di interesse internazionale:
http://graffitiamilano.blogspot.com/2015/01/i-disegni-dei-pirati-di-baranzate.html



Abbiamo contattato i Pirati, cercando di avvicinarli alla giunta comunale per provare un accordo di interesse pubblico, quantomeno un inizio di scambio di intenzioni e di visione progettuale, ma lo sgombero ha chiuso ogni tentativo di comunicazione.
L’edificio ad oggi sta sgretolandosi per effetto del tempo, dell’incuria e delle intemperie, e guardare la storia del nostro territorio svanire così scioccamente è un dispiacere per tutti.
Molte le altre aree dismesse sul territorio. Qui una piantina che abbiamo utilizzato nel 2015 per le nostre ricerche:


Quello che abbiamo chiesto:
Osserviamo, domandiamo, suggeriamo.
Da PGT allegato, risulta che abbiamo attualmente sul territorio una “ricchezza” di 21 AREE DIMESSE e quindi potenzialmente recuperabili.
Abbiamo altresì 5 AREE SOTTOUTILIZZATE, quindi potenzialmente utilizzabili.
Da nostra ulteriore ricerca, emergono altre AREE INUTILIZZATE che potrebbero essere destinate a nuovi utilizzi o quantomeno ristrutturate.
Con molta probabilità, esistono sul nostro territorio ancora altre aree in disuso che possono essere destinate ad uso abitativo o commerciale (o rese degne di un paese degno).
Torniamo dunque a chiederci come mai l’attuale Amministrazione (contro parere di tutte le opposizioni, politiche e non) intenda procedere con il progetto di variante AT2 che prevede la costruzione edilizia nell’unica area verde rimasta in Baranzate (zona scuole elementari), invece di recuperare e bonificare le aree ad oggi inutilizzate.
E ci chiediamo, indipendentemente da quanto sopra, come mai tali aree siano da anni dismesse e lasciate ad imbruttire il nostro paesaggio, già non particolarmente gradevole (specie in alcune zone particolari) e oggi deturpato dalla nuova autostrada Rho-Monza.
Suggeriamo all’attuale Amministrazione (o chi sarà eventualmente al suo posto dopo le imminenti elezioni) di dare risposta alle nostre domande, per renderci consapevoli di chi siamo e cosa è possibile fare per migliorare il posto in cui viviamo. E di impegnarsi per ottenere risultati degni di una comunità dalle enormi potenzialità al momento in fase di risveglio. Che già è un passo avanti rispetto al lungo letargo che ci ha caratterizzati finora. Il nostro domani possiamo e vogliamo deciderlo noi.

Quello che chiediamo oggi:
è certo che ci sono azioni non semplici da intraprendere per il recupero di aree sia pubbliche che private.
Oggi alcune aree sono già state recuperate.
Cosa è previsto per il futuro?
Non potrebbe essere fatta un incontro pubblico per rendere edotti i cittadini delle possibilità e delle intenzioni di recupero di queste aree?
E magari anche raccogliere eventuali idee?
Cosa si intende realmente per “messa in sicurezza” e “decoro urbano”? (poiché guardandoci intorno, ci sembrano solo parole e non fatti).